F-35: l’aereo da caccia incompreso

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Appena qualche giorno fa si è svolta la cerimonia di accettazione da parte dell’Aeronautica Militare Italiana del primo F-35 che entrerà in servizio operativo per la nostra forza armata. L’evento è particolarmente significativo perché AL-1 è il primo esemplare realizzato fuori dagli Stati Uniti ed è prodotto in Italia a Cameri, nei pressi di Novara dove ha sede uno stabilimento di nuova concezione industriale nell’antica sede del 53º Stormo, sciolto il 28 luglio 1999. Il caccia di quinta generazione era già uscito dall’hangar a settembre per i voli di collaudo e il pilota della casa madre Bill Gigliotti (capo pilota collaudatore del sito di Fort Worth) è rimasto molto soddisfatto della rispondenza dell’intero sistema: «L’aereo ha eseguito il test in maniera eccellente e senza alcun imprevisto».

Tra febbraio e marzo prossimo il velivolo partirà alla volta della base dell’Arizona, per l’addestramento dei piloti italiani che seguirano le fasi di formazione assieme ai colleghi degli altri Paesi che avranno il caccia in dotazione. «Camera – ha dichiarato John R. Phillips, ambasciatore degli Stati Uniti – è un’ottima notizia anche per l’economia italiana, per il futuro dell’aviazione e dell’industria aerospaziale, cosí come per i lavoratori italiani». Eppure l’aereo che sta per entrare nei Reparti della nostra Aeronautica è continuamente al centro di invettive, di proteste e di pressioni da parte dell’opinione pubblica e da alcune frange politiche e istituzionali. L’Indro ne ha approfondito l’argomento.

 

Il ‘Fulmine’

Il Lockheed Martin Joint Strike Fighter F-35 è un caccia monoposto utilizzabile per missioni di superiorità aerea. Negli Stati Uniti, Paese produttore, il contratto per lo sviluppo del progetto venne firmato il 16 novembre 1996 a seguito di un concorso che vide il Lightning vincitore rispetto al concorrente Boeing X-32 quale caccia di generazione successiva ai modelli in uso a USAF, US Navy e Marines. Ne esistono tre versioni: una variante a decollo e atterraggio convenzionale, una a decollo corto e atterraggio verticale, per poter operare da portaerei di dimensioni ridotte e una variante per l’uso su portaerei convenzionali dotate di catapulte.

L’Italia ha firmato il ‘Memorandum of Agreement’ per la fase concettuale-dimostrativa nel 1998 e nel 2002, dopo l’approvazione delle Commissioni Difesa di Camera e Senato è stata confermata la partecipazione allo sviluppo. A questa, hanno partecipato complessivamente, oltre agli Stati Uniti, altri otto Paesi: Regno Unito quale unico partner di primo livello, Italia e Olanda come partner di secondo livello, mentre sono partner di terzo livello Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Turchia.

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