10 anni fa Galileo si avventurava nello spazio

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Dieci anni fa (a ieri) veniva lanciato il primo satellite del programma Galileo. Era GIOVE (Galileo In-Orbit Validation Element) e la missione era stata studiata principalmente per validare gli strumenti in grado di operare il sistema a pieno regime, ma alle 06:19 italiane del 28 dicembre 2005 dal cosmodromo di Baikonur in Kazakhstan tecnici e ingegneri dell’Europa più industrializzata stringevano forte i fazzoletti pieni di commozione, consci che in quel momento stava iniziando la più grande avventura europea in campo spaziale. Una grande opera, elaborata da un continente che sta diventando grande e con un pool di tecnici e scienziati di grande spessore.

Galileo è il sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile sviluppato in Europa in risposta ad altri organismi stranieri utilizzati per gli stessi scopi ma gestiti da enti militari. Questa è una prima cruciale differenza con il Gps americano (Global Positioning System), controllato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, ma anche dal GLONASS, l’analogo sistema dell’ex Unione Sovietica. Si tratta indubbiamente di un apparato colossale che consta di 30 satelliti orbitanti su tre piani inclinati rispetto al piano equatoriale terrestre ad una quota di circa 23.000 km dalla Terra (posizione universalmente denominata ‘orbita media’). Di questi 30 satelliti, il progetto iniziale prevedeva che 27 sarebbero stati operativi e distribuiti in blocchi di 9 unità per ogni piano orbitale e 3 disponibili per la sostituzione di unità mal funzionanti.

La scelta di questo tipo di disposizione è stata effettuata per garantire il massimo livello di efficienza in ogni circostanza; infatti, in caso di malfunzionamento di un singolo satellite, si potrà procedere rapidamente al suo rimpiazzo senza che tale operazione venga effettuata lanciandone uno nuovo dalla Terra, il che avverrebbe plausibilmente in tempi abbastanza lunghi oppure interrompendone il prezioso servizio. Ora le cose sono un po’ cambiate ma nemmeno troppo. Il programma si è articolato in una fase di progetto e sviluppo, una di validazione in orbita e la fase commerciale, con la piena operatività del sistema. Galileo è nato in realtà per essere un sistema di navigazione da applicare nel campo dei trasporti ed è stato progettato per soddisfare le molteplici necessità dei vari segmenti di utenza presenti nel mercato; in campo aeronautico, la sua operatività porterà il sistema alla possibilità di effettuare senza nessun rischio manovre critiche quali atterraggi e decolli anche in condizioni di scarsissima visibilità, riducendo progressivamente i sistemi di controllo terrestri, aumentandone la sicurezza; e così sarà anche per la navigazione navale per la gestione del traffico sull’intero globo. Ma un buon sistema deve essere quanto più possibile aperto a ogni forma di circolazione, e infatti le applicazioni riguarderanno anche il traffico su strada attraverso sistemi ad alta automazione integrati in autoveicoli per permettere il controllo delle collisioni, aumentare la visibilità e consentire delle manovre automatizzate a basse velocità. Grazie alle sue caratteristiche, Galileo è adatto a tutte le applicazioni dedicate a servizi che devono assicurare un’elevata affidabilità per evitare possibili danni a cose o persone.

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