L'anno nero dell'Europa e il Santo Graal della Siria

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Il 2015 è stato testimone di un’escalation di violenza che ha investito anche il mondo Occidentale. Un macabro scenario internazionale, caratterizzato soprattutto dalla necessità di contrastare lo Stato Islamico, sempre più agguerrito e forte.

Il 7 gennaio 2015 due uomini armati di kalashnikov hanno attaccato la sede del giornale satirico Charlie Hebdo durante la riunione di redazione, uccidendo 12 persone tra cui il direttore Stéphane Charbonnier. L’indomani, Amedy Coulibaly, uno degli attentatori, ha ucciso una poliziotta e, poi il giorno seguente si è barricato in un supermercato kosher a Porte de Vincennes e ha preso in ostaggio alcune persone, uccidendone quattro. Nello stesso giorno i fratelli Kouachi sono stati uccisi durante l’irruzione nella tipografia presso la quale si erano barricati dopo un conflitto a fuoco in una cittadina vicino Parigi. Coulibaly, invece, è stato ucciso, a Porte de Vincennes, portando così a 20 il totale dei morti.

Un mese dopo tre militari di guardia a un palazzo di Nizza, che ospita diverse istituzioni ebraiche, sono stati aggrediti con un coltello da un francese di origine africana. In agosto un 26enne marocchino, armato di kalashnikov, ha aperto il fuoco sul treno TVG partito da Amsterdam e diretto a Parigi, ma è stato fermato da soldati americani e inglesi fuori servizio.

Il 13 Novembre diversi attacchi coordinati hanno gettato di nuovo Parigi nel caos, imponendo una risposta europea contro il terrorismo.

Charlie Hebdo