Libro bianco della Difesa: confusione o innovazione?

Pagina 1 di 2

Il 2015 volge al termine ed è tempo di resoconti. Per quanto riguarda il settore della difesa nazionale, di avvenimenti importanti ce ne sono stati moltissimi. Uno degli eventi più rilevanti è stato di certo quello che ha riguardato, dopo anni di silenzi e di sottovalutazioni del tema, la pubblicazione del Libro Bianco della Difesa. Avvenuta nell’aprile di quest’anno, l’uscita del libro bianco ha interrotto un periodo di grave assenza di documenti e studi sul tema ed ha rappresentato un punto di svolta per la riorganizzazione delle Forze Armate che, a partire da questo testo, dovranno rivedere il proprio assetto, in modo da adattarsi al contesto geopolitico odierno ed alla nuova visione strategica.

Ai lavori per la redazione del documento non hanno partecipato soltanto istituzioni accademiche, politiche e militari, ma anche enti esperti di tecnologia, quale ad esempio il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), esponenti delle organizzazioni non governative e rappresentanti dell’industria italiana, a dimostrazione della volontà di aggiornare la strategia di difesa italiana sotto tutti i punti di vista e coinvolgendo tutti i settori interessati al tema. Il risultato non è stato del tutto soddisfacente: in effetti il documento si è dimostrato principalmente politico, con definizione di linee guida e spunti di riflessione validi, ma senza entrare nel merito delle modalità con cui regolamentare le varie tematiche trattate. Si tratta comunque di un ottimo punto di partenza, da cui varie commissioni hanno già iniziato a lavorare per creare documenti più tecnici e proposte di legge adatte alle esigenze di difesa attuali.

Ad ogni modo il Libro Bianco ha dato finalmente il via alle riforme di cui le Forze Armate avevano bisogno ormai da tempo. Il passaggio dal sistema istituzionale a quello professionale è avvenuto diversi anni fa, ma la mancanza di attenzione da parte della politica per questo campo ha provocato delle carenze non indifferenti, dovute anche a normative inadeguate ad affrontare tali cambiamenti. Sono proprio queste le considerazioni iniziali che sono state fatte nel nuovo documento.

2015