L’era di Macri: è già iniziato il cambiamento

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Buenos Aires – Dopo aver assunto, lo scorso 10 dicembre, la carica di Presidente, cercando di lasciarsi alle spalle la polemica dovuta dal passaggio dei poteri presidenziali alla Casa Rosada in assenza di Cristina Fernández de Kirchner, il neo Presidente Mauricio Macri ha preso il controllo del suo Governo e ha avviato in tempi record diverse misure, come aveva promesso durante la campagna elettorale.

Maurizio Macri riceve il bastone e la fascia presidenziale direttamente dal senatore nazionale Federico Pinedo, nel Salón Blanco di Casa Rosada. 10 dicembre 2015
Maurizio Macri riceve il bastone e la fascia presidenziale direttamente dal senatore nazionale Federico Pinedo, nel Salón Blanco di Casa Rosada. 10 dicembre 2015

I primi segnali dati dal Governo sono stati quelli di creare un senso di unione all’interno di tutta la classe politica. Già a due giorni dall’insediamento, Macri ha incontrato gli ex candidati alla presidenza: il suo principale avversario Daniel Scioli, che superò al ballottaggio, poi coloro che sono rimasti indietro al primo turno elettorale, Sergio Massa, Adolfo Rodríguez Saa e Margarita Stolbizer, mentre il candidato di sinistra ha deciso di non presenziare.

Il sabato successivo, i segnali di cambiamento hanno riguardato i 24 Governatori della Repubblica Argentina, che sono stati invitati ad un pranzo di lavoro alla Quinta de Olivos, la residenza presidenziale: un’iniziativa in evidente disaccordo con la vecchia gestione kirchnerista, che mai ha organizzato incontri di questo tipo. I quotidiani non hanno tardato ad etichettare come ‘storico’ tale incontro in cui si è cercato di «unire gli sforzi in nome delle tre priorità: lotta alla povertà e al narcotraffico e miglioramento della qualità delle istituzioni».

Lunedì poi il primo grande scossone: Mauricio Macri ha rifiutato infatti di nominare due giudici della Corte Suprema di Giustizia mediante decreto, fatto che i suoi detrattori non hanno esitato a tacciare di incostituzionalità, persino Margarita Stolbizer, con la quale alcuni giorni prima aveva intrattenuto una piacevole conversazione alla Casa Rosada. «Neanche Cristina Kirchner arrivò a tanto», il suo commento su Twitter . Alcune ore dopo, Macri ha deciso però di tornare sui propri passi nominando Carlos Rosenkrantz e Horacio Rosatti.

Un sostenitore politico di Maurizio Macri osserva dal maxi schermo collocato sulla Plaza de Mayo, di fronte a Casa Rosada, la cerimonia solenne di giuramento, all’imbrunire. 10 dicembre 2015
Un sostenitore politico di Maurizio Macri osserva dal maxi schermo collocato sulla Plaza de Mayo, di fronte alla Casa Rosada, la cerimonia solenne di giuramento, all’imbrunire. 10 dicembre 2015

Quello stesso giorno, prima, ha confermato a Pergamino l’eliminazione delle ritenute alle esportazioni dei prodotti agricoli come grano, mais, sorgo, girasole e carni, ad eccezione della soia. In questo modo ha portato a compimento, nel quarto giorno del suo Governo, la principale promessa fatta durante la campagna elettorale. E ha promesso anche di realizzare «il maggior piano di infrastrutture della storia e senza corruzione» relativamente al settore strade, energia, ferrovie, oltre ad avvertire i produttori che sarà ‘implacabile’ con tutti coloro che evaderanno le tasse.

Sostenitori politici del presidente appena eletto festeggiano davanti a Casa Rosada. 10 dicembre 2015
Sostenitori politici del presidente appena eletto festeggiano davanti a Casa Rosada. 10 dicembre 2015

Martedì è stato il turno dell’eliminazione del ‘cepo cambiario’, misura economica introdotta nell’ottobre 2011 che limitava l’acquisto e la vendita di dollari a seconda della capacità contributiva. Questo ha generato un mercato parallelo che vendeva dollari a un prezzo superiore rispetto a quello ufficiale, e che si reggeva sull’economia informale; l’altro Paese con restrizioni cambiarie nel Continente è il Venezuela.

Buenos Aires