Il referendum per la Brexit spiegato ai 'non britannici'

Si avvicina il 23 giugno, data del referendum in Gran Bretagna per la permanenza o meno (brexit) nella UE. E ovviamente le due parti continuano a darsi battaglia a colpi di slogan. A sorprendere è stato l’avvicinamento del Premier David Cameron al neo sindaco laburista di Londra Sadiq Khan, segno che la brexit fa davvero paura a gran parte dell’establishment inglese. E aumentano i sondaggi, secondo i quali ora si sta riducendo il margine di vantaggio dei pro Ue nei confronti degli euroscettici. Secondo il ‘Daily Telegraph’ la campagna Remain scende al 51% dei consensi, mentre Vote Leave risale al 46%, con uno scarto di soli cinque punti rispetto ai 13 della precedente rilevazione. Ma a compiere rivelazioni sono anche fondi speculativi e banche d’affari, anche se in maniera non ufficiale, in questo caso con l’obiettivo di cercare di ottenere profitti tramite scommesse finanziarie sugli esiti del voto. A riportare la notizia il ‘Financial Times’, secondo cui la speranza dei fondi committenti è quella di ripetere le speculazioni valutarie operate dal finanziere George Soros nel 1992, quando la sterlina crollò a seguito dell’abbandono dello Sme.

(video tratto dal canale Youtube del The Guardian)

 

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